Pieve Cesato · 66ª Edizione
Un antico gioco contadino di mira e precisione, tramandato nel tempo e ancora oggi capace di raccontare il legame profondo tra festa, territorio e cultura popolare.
Storia del gioco
Il barandell è un gioco dell'antica tradizione contadina romagnola-ferrarese, appartenente alla famiglia delle bocce e fondato su mira, precisione e sensibilità del lancio.
Le sue origini esatte non sono note, ma dai racconti tramandati oralmente si può affermare che venisse praticato già nei primi decenni dell'Ottocento, spesso alternandosi a un altro gioco tradizionale romagnolo: lo Zachegn.
In dialetto romagnolo il termine “barandell” indica un bastone corto di legno, un randello. Nel gioco, infatti, il barandell è un bastone lungo circa 60 cm e con diametro di circa 3 cm, posto sul terreno a una distanza dall'area di tiro che può variare tra 6,5 e 8 metri.
L'area di gioco è formata da un rettangolo di circa 3 × 10 metri su terreno piano: si può giocare su erba, terra battuta o, al limite, anche su sabbia. Il barandell posto a terra costituisce il diametro di un semicerchio, all'interno del quale vengono collocate le due bocce bersaglio.
Punteggi
Il punteggio viene assegnato in base alla posizione finale della boccia del concorrente e delle bocce rispetto all'area di barandell.
La boccia del concorrente è esterna; 1 boccia è all'interno della barandell.
La boccia del concorrente è esterna; le bocce barandell sono fuori dall'area, ai lati dell'arco.
La boccia del concorrente è all'interno insieme a 1 boccia barandell; 1 boccia è esterna.
Punteggio massimo: la boccia del concorrente è sola all'interno della barandell, nessuna boccia barandell nell'area.
Regolamento